L'onorevole
gira per la hall del nuovo bordello capitolino innervosito dall’attesa.
Si vocifera di ragazzine minuscole in grado di far perdere la testa al più
incallito puttaniere.
Finalmente un’incantevole ragazza lo conduce davanti una
porta. L’onorevole se la chiude alle spalle e muove i primi passi nella
stanza.
Dietro un baldacchino s’intuisce un’altra figura sinuosa.
- Era anche l’ora, - dice sfilandosi i pantaloni.
Sul letto trova una bambina di madreperla, con uno sguardo talmente
malizioso da farglielo subito drizzare.
Piccoli seni, piccole cosce… Piccolo tutto.
L’onorevole le salta addosso; senza una parola la volta di schiena e passa
all’azione.
Ma dopo aver colpito i fianchi della matrioska per qualche minuto, vede
scivolare qualcosa fuori dalla sua schiena: due lunghe ali che si spalancano
attorno a lui come un ombrellone.
Ali sottili e colorate come quelle di una farfalla. Ali polverose.
Sente un pizzicore al naso, mentre cade dal letto le sue pupille si
dilatano.
Lei è seduta a una scrivania, davanti un computer portatile.
L’onorevole non si rende conto d’essere in ginocchio, riesce solo a fissare
le ali che vengono fuori dalla sua schiena.
- Tu mi guardi incantato, ora. Come tutti gli altri, - dice la bambina senza
voltarsi.
- Voi uomini avete meno resistenza dei cani alla magia. Mi guardi sconvolto,
ma lo sai cos’è incredibile? Che siamo ridotte a utilizzare questi
strumenti, - continua picchettando sulla tastiera.
- Una volta bastava rapire una principessa o incantare un condottiero, per
condurvi allo scontro. Per farvi imparare qualcosa. Ma adesso siete
resistenti alla violenza. Siete pietre pronte a sbriciolarsi pur di
distruggere ciò che hanno intorno.
La ragazza lo fa alzare in piedi e lo attira a sé con lo sguardo.
- Riuscite a percepire il dolore solo attraverso il denaro. Allora dimmi.
Dov’è il tuo denaro? Devi mandarcelo tutto. Noi lo bruceremo sulle montagne.